1 Maggio: cosa si mangia a Roma nella festa dei lavoratori, giornata caratterizzata da gite fuori porta, picnic all’aperto, grigliate, e a Roma anche dal concertone organizzato da CGIL, CISL e UIL in Piazza San Giovanni.
Quest’anno il concertone sarà senza pubblico, ma picnic e gite all’aperto saranno possibili.
Cosa si porta nei cestini del pranzo in questa giornata? Quali sono i cibi tipici romani di questa giornata?
Le fave con il pecorino!
1 Maggio: cosa si mangia a Roma nella festa dei lavoratori
Nella tradizione romana, il giorno del 1 maggio si festeggia con picnic e scampagnate all’aperto, accompagnate sempre dalle fave e il pecorino.
Abbinamento che non manca mai nel così detto “maggetto” romano.
Accoppiata che tutti i romani adorano, grazie alla freschezza delle fave, legume primaverile, e la dolce sapidità del pecorino “con la lacrima”, cioè quello ancora molto aromatico poiché poco stagionato.
Le fave, simbolo per eccellenza della festa dei lavoratori, sono economiche e facili da trasportare, importantissimo però, è prenderle fresche!
Infatti dovranno emettere uno scrocchio nel momento in cui si spezzano, ciò significa che sono fresche.
Inoltre, questo legume primaverile veniva mangiato in onore della dea Flora, protettrice della natura e della rinascita.
Accompagnate dal pecorino romano, poco stagionato e non troppo piccante, sono un matrimonio perfetto per le papille gustative.
Infine insieme, danno vita ad un pasto equilibrato e completo.
Origine dell’abbinamento fave-pecorino
L’origine di questa accoppiata risale all‘Antica Roma.
Inizialmente le fave possedevano una connotazione negativa che fu modificata solo successivamente dai romani.
Infatti nell’antica Grecia, si attribuivano superstizioni e legami con la morte al suddetto legume verde.
I baccelli erano considerati un simbolo del legame tra la terra e la morte, tanto che si pensava custodissero le anime all’interno.
Successivamente i romani diedero una connotazione positiva a questo legume verde, simbolo di primavera, quindi rinascita.
Collegando la fava alla dea Flora, protettrice della natura e divinità d’eccellenza della primavera.
Le fave divennero simbolo di prosperità e rinascita, in onore della divinità della natura e, proprio per questo, ne deriverebbe l’abitudine del consumo in feste primaverili.
Il pecorino, allo stesso modo era un alimento apprezzatissimo dagli antichi romani.
Questo formaggio era considerato l’alimento d’eccellenza per i legionari romani prima di una battaglia.
Questo, grazie al suo alto valore nutritivo, la capacità di mantenersi a lungo senza deperire in fretta, dovuto all’alto contenuto di sale, era un pasto diffusissimo e molto apprezzato.
Oggi è solito accompagnare le fave ed il pecorino con un pane casareccio ed un ottimo vino.