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Addio a Pelè

da | Dic 30, 2022 | News

Addio a Pelé, O Rei del calcio amato da tutti. Tre giorni di lutto in Brasile

Aveva 82 anni, era ricoverato all’Albert Einstein da fine novembre per un tumore. Martedì i funerali. Lula: ‘Non c’è mai stato un numero 10 come lui’

“Tutto ciò che siamo, è grazie a te. Ti amiamo infinitamente. Riposa in pace”.

Così, aggiungendo l’emoticon di due cuori e una foto delle sue mani ‘intrecciate’ con quelle di sorelle e nipoti, la figlia di Pelé, Kely Nascimento annuncia su Instagram la morte del padre.

O Rei era ricoverato nell’ospedale Albert Einstein di San Paolo dallo scorso 29 novembre, per un ciclo di cure dopo essere stato operato nel settembre del 2021 per un tumore al colon.

Aveva contratto anche il Covid. Lascia la moglie Nomi Aoki e sette figli.

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Addio a Pelè le parole di Lula

“Pelé ci ha lasciato oggi. È andato in paradiso con Coutinho, suo grande compagno al Santos. Ora è in compagnia di tante stelle eterne: Didi, Garrincha, Nilton Santos, Sócrates, Maradona. Ha lasciato una certezza: non c’è mai stato un numero 10 come lui. Grazie Pelè”

Nell’addio a Pelè ricordando un grande

Figlio di Joao Ramos e Maria Celeste.

Pelé, pseudonimo di Edson Arantes do Nascimento ènato aTrês Corações, il 23 ottobre 1940, è stato un calciatore e dirigente sportivo brasiliano, di ruolo centrocampista o attaccante.

In Brasile quelli sono anni famelici. Tasche vuote. Pance vuote. Esistenze da riempire.

Da  ragazzino Pelè cresce con una consapevolezza, non ha nulla da perdere. Nel vero senso della parola. Suo padre è un calciatore. Solo che ha dovuto smettere per un infortunio al ginocchio. Edson cresce con un sogno, emulare suo padre.

Vuole diventare grande come lui. Vuole diventare forte come lui. E come lui vuole indossare il 9 sulle spalle. Ancora non sa che lo supererà in tutto. Anche nel numero.

Addio a Pelè carriera calcistica

Definito O Rei (in italiano Il Re) e Perla Nera (in portoghese Pérola Negra), è il Calciatore del Secolo per la FIFA,per il Comitato Olimpico Internazionale e per l’International Federation of Football History & Statistics (IFFHS), nonché Pallone d’oro FIFA del secolo, votato dai precedenti vincitori del Pallone d’oro.Successivamente ha ricevuto, unico calciatore al mondo, il Pallone d’oro FIFA onorario.

Da calciatore ha legato la sua carriera principalmente al Santos, con cui ha vinto, tra il resto, dieci volte il campionato Paulista, quattro il Torneo Rio-San Paolo, sei il Campeonato Brasileiro Série A e cinque (peraltro consecutive) la Taça Brasil, oltre a due edizioni della Copa Libertadores, altrettante della Coppa Intercontinentale e la prima edizione (su due disputate) della Supercoppa dei Campioni Intercontinentali.

Trasferitosi negli Stati Uniti d’America nella parte finale di carriera, ha conquistato un Campionato NASL con i New York Cosmos.Pele by John Mathew Smith | Roma Comunica Portale della comunicazione online di Roma

È l’unico calciatore al mondo ad aver vinto tre edizioni del campionato mondiale di calcio, evento avvenuto con la nazionale brasiliana nel 1958, 1962 e 1970.

Il suo gol realizzato alla Svezia nella finale del 1958 è considerato il terzo più grande gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA e primo tra quelli realizzati in una finale di un campionato del mondo.

La FIFA gli riconosce il record di reti realizzate in carriera, 1281 in 1363 partite, mentre in gare ufficiali ha messo a segno 757 reti in 816 incontri con una media realizzativa pari a 0,93 gol a partita.

Addio a Pelè la storia del soprannome

Il nomignolo gli fu dato per farlo arrabbiare, poiché Pelé pronunciava Pilé il nome del portiere Bilé quando andava a vedere le partite del padre da ragazzino.

Sebbene egli non abbia mai nascosto di non gradirlo, esso rimane l’appellativo con cui è stato consegnato alla storia del calcio.

Addio a Pelè, si chiude un’era

Raccontare Pelé vuol dire raccontare un’era.

Quella dei nostri padri e delle nostre madri.

Dalla paura per la guerra alla speranza del benessere. Dai sogni in bianco e nero a quelli con colori sempre più vivaci. Dagli stati chiusi ermeticamente alla globalizzazione.

Il brasiliano è l’uomo del passato che ci ha fatto vedere il futuro.

Si è fatto prima simbolo e poi testimonial. Di tutto.

Un marchio in carne e ossa. L’unico capace di diventare famoso tanto quanto la Coca Cola.

Addio a Pelè, reazioni dal mondo

Dalla figlia, ai calciatori e allenatori di tutto il mondo: l’ultimo saluto al mito del calcio.

Rivera: «Era il più grande di tutti i tempi»

«Se non ci fosse stato il calcio lo avrebbe sicuramente inventato»: questo il ricordo che Gianni Rivera ha dedicato su Facebook all’«amico» Pelé.

«L’ho sempre considerato il più grande di tutti i tempi», ha scritto l’ex fantasista e bandiera del Milan, «sapeva utilizzare entrambi i piedi allo stesso modo, con la stessa sensibilità e con la stessa potenza».

«Avevamo un ottimo rapporto e sono veramente dispiaciuto della sua scomparsa», ha ricordato Rivera, «mi sembra inutile tentare di fare una classifica fra chi era più bravo tra lui e gli altri grandi calciatori di tutti i tempi. Altafini mi ha raccontato una volta che era bravo anche in porta!

Un giorno prima di iniziare gli allenamenti con il Santos, la sua squadra, si mise d’accordo con l’allenatore per fingersi un nuovo portiere che voleva essere assunto. Nessuno si accorse che era lui e parò tutti i tiri che gli fecero i compagni dal limite dell’area di rigore!!! Questo è sufficiente per capire chi è stato».

Addio a Pelè le parole di Platini

Pelé «era “Monsieur Football”, la storia del calcio, la scoperta del calcio, tutto il calcio».

È’ il pensiero che Michel Platini — Le Roi — dedica a O Rei. «Nel 1970 avevo 15 anni, sono cresciuto con la sua figura. Mio padre mi ha parlato di Pelé.

A scuola, inoltre, mi firmavo “Peléatini”», ha raccontato il francese a L’Équipe. «Anche se non sempre lo abbiamo visto giocare, abbiamo solo parlato di lui.

Non era più un uomo, non era più un calciatore, era il Dio del calcio. Sono molto, molto commosso. È la mia vita. Questa è la mia storia. È Pelé», ha aggiunto. «Sono i miei sogni. Ho visto i suoi gol, le sue imprese e non ho mai dimenticato i suoi Mondiali del 1970».

Addio a Pelè, Cristiano Ronaldo: «Un riferimento ieri, oggi, per sempre»

«Le mie più sentite condoglianze a tutto il Brasile, e in particolare alla famiglia di Edson Arantes do Nascimento. Un semplice “addio” all’eterno Re Pelé non sarà mai sufficiente per esprimere il dolore che attualmente condivide l’intero mondo del calcio».

È il messaggio di cordoglio su Instagram di Cristiano Ronaldo. «Un’ispirazione, un riferimento ieri, oggi, per sempre. L’affetto che ha sempre dimostrato per me è stato reciproco in ogni momento condiviso, anche a distanza

Neymar: «Addio a Pelè, Ha trasformato calcio in arte e dato voce a poveri e neri»

«Prima di Pelé, 10 era solo un numero. Ho letto questa frase da qualche parte, ad un certo punto della mia vita. Ma questa frase, bellissima, è incompleta.

Direi che prima di Pelé il calcio era solo uno sport.

Pelé ha cambiato tutto. Ha trasformato il calcio in arte, intrattenimento. Ha dato voce ai poveri, ai neri e soprattutto: ha dato visibilità al Brasile.

Il calcio e il Brasile hanno alzato il loro stato grazie al Re! Se n’è andato, ma la sua magia rimarrà. Pelé è Eterno!!». Lo scrive su Instagram il brasiliano Neymar.

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Addio a Pelè l’ultimo saluto

Verrà sepolto in un cimitero verticale considerato come il più alto del mondo, nel municipio di Santos. Lo riferisce la testata ‘O’ Globo’, che ricorda che il campione brasiliano acquistò anni fa una serie di loculi per sé e la famiglia nel Memoriale della Necropoli Ecumenica.

Il cimitero è affacciato sull’Estádio Urbano Caldeira, il tempio del Santos dove O Rei debuttò come professionista e si trasformò in leggenda. “Non sembra un cimitero”, disse Pelé al momento dell’acquisto del loculo al nono piano della struttura, sottolineando che “trasmette pace e tranquillità spirituale”.

La veglia funebre per Pelè si terrà lunedì. Lo annunca il suo ex club, il Santos, aggiungendo che i funerali avranno luogo il giorno dopo, martedì 3 gennaio, a Santos. Per la veglia sarà aperto lo stadio Urbano Caldeira, meglio conosciuto come Vila Belmiro, “lì’ dove Pelè ha incantato il mondo”, come annunciato dal club. Il feretro di Pelè sarà poi portato in un corteo funebre per le vie della citta, prima di celebrare una cerimonia religiosa in forma privata.

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