L’educazione affettiva nelle scuole medie di Roma si farà davvero. Sono state scelte le realtà del terzo settore che entreranno negli istituti di ogni municipio, e il progetto dovrebbe partire tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Una notizia che accoglie un grande “finalmente”, ma che – almeno per me – porta anche una domanda inevitabile: “Perché così tardi?”
In un Paese dove i casi di violenza, bullismo, relazioni tossiche e totale mancanza di educazione emotiva aumentano di anno in anno, fa quasi impressione leggere che, nel 2025, ancora dobbiamo “iniziare” a parlare di affettività nelle scuole.
Meglio tardi che mai, certo.
Ma tardi resta.
Perché serve, e serve subito
Tutti gli educatori, i genitori, gli insegnanti e soprattutto i ragazzi lo ripetono da anni: non basta insegnare matematica e storia.
Ai giovani servono strumenti per capire le emozioni, rispettare i confini, riconoscere i segnali di una relazione sana o di una relazione pericolosa.
Serve un luogo sicuro in cui parlare di:
rispetto,
consenso,
discriminazioni,
sesso consapevole,
stereotipi,
violenza di genere,
emozioni difficili.
E purtroppo, troppo spesso, questo spazio non esiste né in famiglia né nella società.
Le cronache degli ultimi anni parlano da sole.
Forse per questo questa iniziativa, pur necessaria, non può più essere considerata opzionale o “sperimentale”: dovrebbe essere un pilastro dell’educazione di ogni ragazzo.
Chi porterà avanti i progetti
Il Comune ha stanziato 420mila euro e ha selezionato un ente per ogni municipio.
Sono tutte realtà del terzo settore che da anni lavorano su:
relazioni sane,
prevenzione delle violenze,
educazione alle emozioni,
contrasto agli stereotipi,
accompagnamento dei giovani.
Ecco, municipio per municipio, chi entrerà nelle scuole:
I Municipio → Ecpat Italia Onlus
II Municipio → Madrilandart APS
III Municipio → Scosse
IV Municipio → Itinera Cooperativa Sociale
V Municipio → Rifornimento in Volo
VI Municipio → Antropos Onlus
VII Municipio → Cooperativa Sociale Diversamente
VIII Municipio → Libelà APS
IX Municipio → Officine Psicologiche APS
X Municipio → Assistenza e Territorio Onlus & Labirinti APS
XI Municipio → BeFree
XII Municipio → Network Europeo per la Psichiatria Psicodinamica
XIII Municipio → Fondazione Media Literacy & Mus-e Italia ETS
XIV Municipio → Associazione Giuridicamente Libera & Programma Integra SCS
XV Municipio → Fondazione Insieme a Marianna
A breve saranno comunicate anche le scuole specifiche coinvolte.
“Meglio così che niente”… ma non basta più
La verità – almeno secondo me – è che questo progetto rappresenta un piccolo grande passo, ma non può essere considerato sufficiente.
È un inizio, ma un inizio molto tardivo, in un contesto in cui:
crescono i casi di violenze tra minorenni,
aumentano le infezioni sessualmente trasmissibili tra i giovanissimi,
si diffonde un’idea distorta delle relazioni e dell’intimità (spesso alimentata dai social e dal web),
molti ragazzi non sanno nemmeno dare un nome alle proprie emozioni.
Tutto questo non si risolve con un laboratorio ogni tanto.
Serve un percorso continuativo, strutturato, integrato nel programma scolastico, e serve adesso.
Questa iniziativa è un segnale, e va sostenuta con forza.
Ma sarebbe sbagliato illudersi che basti.
Educare all’affettività significa…
aiutare i ragazzi a riconoscere e gestire le emozioni
insegnare il rispetto del corpo proprio e altrui
prevenire stereotipi, bullismi, violenze
imparare il valore del consenso
costruire relazioni sane, paritarie e non tossiche
E sì, tutto questo dovrebbe essere normale nel 2025.
Invece è ancora percepito come qualcosa di “nuovo”.
Un passo avanti che speriamo non resti isolato
Sarà bello vedere finalmente professionisti entrare nelle scuole e parlare ai ragazzi con competenza, delicatezza e verità.
Ma allo stesso tempo, non posso fare a meno di pensare che se avessimo iniziato dieci anni fa, forse tante storie finite male avrebbero avuto un epilogo diverso.
Questo progetto è importante.
Lo accogliamo con entusiasmo.
Ma è il minimo indispensabile.
E adesso serve andare avanti, con più coraggio e più decisione.
I ragazzi non possono aspettare ancora.

