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Femminicidio Giulia Tramontano

da | Giu 6, 2023 | Attualità, News

Femminicidio Giulia Tramontano

Una terribile tragedia si è consumata con il femminicidio di Giulia Tramontano, una giovane donna di 29 anni al settimo mese di gravidanza, per mano del suo fidanzato. Questo tragico evento si aggiunge alla triste lista di femminicidi che, purtroppo, continua ad allungarsi ogni anno nel nostro paese.

La storia di Giulia è ancora più complessa, poiché aveva da poco scoperto che il suo fidanzato, Alessandro Impagnatiello, conduceva una doppia vita e aveva messo incinta sia lei che l’amante, che però aveva perso il bambino o aveva deciso di non tenerlo.

Le indagini hanno avuto una svolta durante la notte, quando il convivente ha confessato ai Carabinieri di aver assassinato Giulia, fornendo indicazioni per ritrovare il suo corpo. L’omicidio sarebbe avvenuto dopo una lite in casa, con due-tre coltellate, seguite da tentativi di bruciare il corpo che per fortuna sono falliti.

La Procura ha contestato la premeditazione, poiché le prove, tra cui le ricerche sul web riguardanti il modo di disfarsi del corpo, suggeriscono che l’omicidio sia stato pianificato in anticipo.

Nonostante la versione fornita dall’assassino sia poco credibile, poiché afferma che Giulia si fosse ferita da sola, la realtà dei fatti indica che questo femminicidio era stato studiato e organizzato.

È un triste promemoria dell’importanza di combattere la violenza di genere e lavorare per creare una società sicura per tutte le donne. Non dobbiamo dimenticare Giulia e tutte le vittime di femminicidio. Dobbiamo fare di più per porre fine a questa brutale realtà.

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Femminicidio Giulia Tramontano la dinamica del delitto

La terribile dinamica del delitto si svela poco a poco: il corpo della ragazza è stato rinvenuto nascosto in un terreno abbandonato dietro ai box di una palazzina in via Monte Rosa, a Senago, nel Milanese, non lontano dalla loro abitazione.

L’uomo è oggetto di un’indagine per omicidio aggravato, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza senza consenso.

Gli inquirenti sostengono che, già durante lo scorso fine settimana, quando l’uomo ha incontrato la fidanzata a casa, “aveva già deciso come ucciderla”. Ciò è avvalorato dal fatto che Alessandro Impagnatiello avrebbe inviato messaggi all’amica della compagna utilizzando il telefono di Giulia Tramontano, quando questa era già stata uccisa.

Si ritiene che il delitto sia avvenuto tra le 19:00 e le 20:30. Le immagini delle telecamere di sorveglianza e il ritrovamento di macchie di sangue rivelate con il luminol si rivelano fondamentali per le indagini.

Secondo quanto ricostruito, la Tramontano avrebbe incontrato l’altra donna legata ad Impagnatiello alle 17:00 presso l’Armani Bar, per poi far ritorno a casa alle 19:00.

Emergono ulteriori dettagli sul terribile delitto: sembra che Giulia avesse scoperto l’infedeltà del suo fidanzato. Dopo averla uccisa, Alessandro Impagnatiello avrebbe tentato di incontrare, nella serata di sabato scorso, l’altra donna con cui aveva una relazione. Durante questo incontro, avrebbe cercato di convincerla che la sua compagna se ne era “andata” e che lui era ora un “uomo libero”, cercando anche di screditare la giovane di 29 anni dicendo che “quel figlio che aspetta non è mio”, cosa che non era vera. Tuttavia, per paura o per altri motivi, l’amante ha deciso di non incontrarlo.

Questi dettagli rivelano il cinismo e la manipolazione dell’assassino, che cercava di giustificare le sue azioni e negare la paternità del bambino che Giulia portava. È una testimonianza dolorosa della violenza psicologica e dell’abuso che molte donne subiscono nelle relazioni.

Femminicidio Giulia Tramontano dettagli

Il tragico omicidio continua a scuotere non solo la sua famiglia e amici, ma anche l’intera opinione pubblica.

Ogni ora che passa emergono nuovi dettagli sul suo assassino, il fidanzato 30enne Alessandro Impagnatiello, che ha confessato di averla accoltellata a causa dello stress derivante dalla gestione di una relazione extraconiugale con una collega del bar in cui lavora a Milano.

L’uomo ha tentato di incontrare l’altra donna nella serata di sabato scorso, cercando di farle credere che Giulia fosse “andata via” e che lui fosse ora “libero”, diffamando anche la vittima e affermando che “quel bambino che aspetta non è mio”, una dichiarazione falsa. Tuttavia, l’amante ha deciso di non incontrarlo per paura o altre ragioni.

Femminicidio Giulia Tramontano i messaggi

Sono stati rivelati dettagli dei messaggi scambiati tra Giulia e il suo assassino. Dopo il confronto con l’altra donna, Impagnatiello le ha scritto che la amava, ma la risposta di Giulia è stata di sfida e sconcerto. Successivamente, si è susseguito un dialogo in cui Giulia ha espresso il suo disprezzo per l’omicida, definendolo un “pezzo di merda” e augurandogli di affogare nelle conseguenze delle sue azioni.

Prima di tornare a casa, Giulia ha anche telefonato a un’amica, dicendo di essere tentata di tornare al Sud nonostante tutti i sacrifici fatti per “scappare” dalla sua terra d’origine.

Purtroppo, Giulia non avrebbe mai raggiunto quella destinazione, poiché, dopo una discussione e mentre l’assassino mangiava una piadina, l’ha raggiunta in cucina e l’ha accoltellata alla gola. L’assassino afferma che la vittima non abbia emesso alcun grido.

Quattro giorni dopo l’omicidio, il killer ha continuato a inviare messaggi su WhatsApp a Giulia, fingendo preoccupazione e cercando di porre fine alla vicenda. Questa corrispondenza contrasta fortemente con i precedenti scambi tra i due, quando la ragazza aveva manifestato l’intenzione di porre fine alla loro relazione e lui l’aveva insultata, sostenendo che fosse una cattiva madre.

giulia tramontano98 fg | Roma Comunica Portale della comunicazione online di Roma

Femminicidio Giulia Tramontano parlano i vicini

Mentre alcuni vicini di casa lo descrivono come un “padre affettuoso” quando era con il figlio, altre testimonianze dipingono un quadro diverso.

Una vicina di casa, Giuliana, ha riferito di avvertire un odore strano provenire dal suo box, un odore simile a quello dei disinfettanti utilizzati per pulire il sangue o altre tracce. Una scoperta orribile.

Inoltre, alcuni giornali hanno riportato la testimonianza di un’amica di Giulia, secondo cui la ragazza aveva scoperto l’infedeltà del suo compagno già un anno prima, come dimostra una registrazione audio tra le due donne.

Si dice che l’uomo avesse portato l’altra donna, una ragazza italo-inglese di 23 anni (che aveva interrotto una gravidanza nel gennaio precedente), nella loro casa di via Novella a Senago, dopo aver eliminato ogni traccia della convivenza con Giulia, tra cui foto delle vacanze e oggetti personali di lei.

Femminicidio Giulia Tramontano, la sorella

La sorella di Giulia, Chiara, ha riferito ai carabinieri che la vittima aveva scoperto il tradimento e lo shock aveva quasi convinto la giovane ad abortire, ma non c’erano più i tempi per farlo. Giulia voleva tornare dai genitori o trovare un altro posto dove vivere.

Secondo quanto dichiarato dalla sorella, Giulia e Alessandro convivevano dal febbraio 2021, ma fin dall’inizio si erano manifestati problemi, poiché lui spesso era lontano per lavoro, lasciando la compagna da sola.

Intanto, una collega di lavoro coinvolta in segreto ha raccontato che Impagnatiello veniva soprannominato “il lurido” e “arrogantello”, ed era stato colto sul fatto a rubare incassi, motivo per cui era stato sospeso dal bar. Non era gradito nemmeno alle amiche di Giulia, che per mesi avevano ascoltato le lamentele sulla relazione con lui senza poter intervenire.

Femminicidio Giulia Tramontano il difensore di Alessandro Impagnatiello rinuncia al mandato

Ieri mattina si è svolto l’incontro tra l’avvocato Sebastiano Sartori e il suo assistito nel carcere di San Vittore a Milano. Dopo l’incontro, l’avvocato ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti, affermando che il suo assistito afferma di aver agito da solo, senza complici.

Ha anche sottolineato l’importanza di valutare lo stato psicologico di Impagnatiello, affermando che sta diventando sempre più lucido e sta prendendo coscienza delle sue azioni. L’avvocato ha inoltre indicato che il coltello utilizzato nel delitto potrebbe essere ancora all’interno dell’appartamento.

Tuttavia, poco dopo, l’avvocato Sebastiano Sartori ha annunciato di aver rinunciato alla difesa di Alessandro Impagnatiello.

Dopo aver presentato l’atto di rinuncia presso la procura, l’avvocato ha spiegato ai giornalisti che si tratta di una questione tra lui e il suo assistito. Quando gli è stato chiesto di fornire ulteriori dettagli, si è limitato a dire che si tratta di una questione coperta dal segreto professionale.

L’avvocato Sartori era stato nominato da Impagnatiello il 31 maggio, quando ancora si stava cercando Giulia e prima che venisse scoperto l’orrendo delitto commesso dall’uomo nel suo appartamento a Senago. Impagnatiello aveva cercato l’aiuto legale per proteggere la sua immagine, poiché si sentiva minacciato dai giornalisti.

È emerso che, prima del suo arresto per omicidio aggravato, Impagnatiello aveva inviato messaggi a Giulia fingendo preoccupazione per la sua scomparsa e cercando di far credere che si fosse allontanata volontariamente.

Tuttavia, successivamente ha confessato il delitto e ha indicato agli investigatori dove aveva nascosto il corpo. Questa svolta nelle indagini ha anche sollevato interrogativi sul ruolo dell’avvocato. È probabile che la mancanza di fiducia tra Impagnatiello e l’avvocato Sartori abbia portato quest’ultimo a rinunciare alla sua difesa.

Femminicidio Giulia Tramontano: il bimbo mai nato, una scultura di sabbia li ricorda sulla spiaggia di Platamona

l opera dell artista urru dedicata a giulia tramontano | Roma Comunica Portale della comunicazione online di Roma

Senago, 4 giugno 2023 – Un messaggio potente e commovente si diffonde attraverso le parole e le opere dell’artista nuorese Nicola Urru. Nel suo post su Facebook, Urru accompagna le foto e il video di una scultura in sabbia dedicata alla memoria di Giulia Tramontano, la giovane di 29 anni uccisa dal suo fidanzato Alessandro Impagnatiello mentre era al settimo mese di gravidanza, a Senago.

La scultura è stata realizzata di recente sulla spiaggia del Terzo Pettine di Platamona, in provincia di Sassari.

Quest’opera di sabbia ritrae una donna che, con uno sguardo amorevole, accarezza il suo pancione, stando in riva al mare con un cappello sulla fronte. Nicola Urru ha sapientemente “copiato” una delle foto che circolano da giorni, una delle poche e indubbiamente una delle più belle immagini che ritrae Giulia poche settimane prima della sua tragica morte.

L’artista sardo è noto per le sue sculture di sabbia che spesso si riferiscono a eventi di cronaca o di attualità, trasmettendo messaggi di grande impatto emotivo.

Femminicidio Giulia Tramontano: Accertamenti

Per questa mattina sono previsti accertamenti irripetibili, che saranno condotti sotto la supervisione dell’aggiunto Letizia Mannella e della pm Alessia Menegazzo, che coordinano le indagini, in presenza del nuovo avvocato di Impagnatiello, Giulia Gerardini, e dell’avvocato che rappresenta la famiglia Tramontano, Giovanni Cacciapuoti.

Innanzitutto, i militari dovranno individuare e sequestrare l’arma del delitto, indicata dal 30enne come un coltello da cucina che è rimasto all’interno dell’appartamento. Oltre alla dimora, saranno effettuati rilievi scientifici anche nel garage e nella cantina dove Impagnatiello ha affermato di aver nascosto il corpo di Giulia prima di gettarlo in un’intercapedine situata dietro alcuni box a qualche centinaio di metri di distanza dalla casa.

Il legale della famiglia di Giulia, entrando nella casa di via Novella per gli accertamenti irripetibili, ha dichiarato che tali rilievi saranno “utili per verificare ogni elemento dell’azione e anche per la corretta contestazione delle aggravanti già riconosciute, nonché di altre circostanze per le quali la procura, giustamente, come anche la famiglia, desidera fare ulteriori approfondimenti”. L’avvocato Cacciapuoti ha sottolineato che, in qualità di parti lesionate, si sono affidati ai consulenti della procura senza nominarne di propri.

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Femminicidio Giulia Tramontano: Donne uccise in Italia

La tragica e spietata uccisione di Giulia Tramontano per mano del suo compagno Alessandro Impagnatiello e il modo in cui si è sbarazzato del corpo della giovane donna e del bambino che portava in grembo riflettono un livello di oppressione così intenso nei confronti delle donne che ha portato fin da subito a utilizzare il termine “femminicidio”.

Appena quattro giorni dopo la morte di Giulia, un’altra donna, l’agente di polizia Pierpaola Romano, è stata uccisa dal collega Massimiliano Carpineti, presumibilmente perché non accettava la fine della loro relazione, secondo le ipotesi degli inquirenti.

Fin dall’inizio dell’anno, in Italia, sono state uccise 47 donne, di cui 39 per mano di uomini con i quali avevano un legame familiare o affettivo. Ciò significa che si verifica un omicidio ogni quattro giorni. I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) confermano che storicamente le cose non sono sempre state così.

Nel 2005, il 66% delle donne assassinate conosceva il proprio assassino, mentre oggi questa percentuale è salita al 94%.

Ci troviamo quindi di fronte a un cambiamento storico e culturale che richiede interventi specifici, soprattutto nelle dinamiche familiari.

È innegabile che i femminicidi siano un fenomeno sociale caratterizzato principalmente dall’autorevolezza degli uomini. Questo, secondo molti giuristi, è sufficiente per riconoscere a livello legale una differenza intrinseca della condizione femminile che richiede “specifiche garanzie di genere”. Ciò è particolarmente importante considerando che questi delitti sembrano non conoscere crisi.

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), infatti, negli ultimi trent’anni il numero di uomini vittime di omicidio volontario è diminuito drasticamente (da 4,0 a 0,6 ogni 100.000 abitanti). Al contrario, il numero di donne uccise è diminuito a un ritmo molto più lento (da 0,6 a 0,4) e si è stabilizzato a partire dal 2014. In effetti, negli ultimi anni si è osservato addirittura un lieve aumento del numero di femminicidi.

Questi dati evidenziano la necessità di affrontare con urgenza e determinazione la violenza di genere e di adottare misure specifiche volte a prevenire i femminicidi e a proteggere le donne. È un problema sociale complesso che richiede un impegno collettivo per promuovere l’uguaglianza di genere, combattere la discriminazione e garantire la sicurezza e il rispetto per tutte le donne.

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