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Il Maritozzo un dolce celebrativo di Roma: in bilico tra storia e leggenda

da | Mag 20, 2021 | News

Il Maritozzo un dolce celebrativo di Roma: in bilico tra storia e leggenda, uno dei dolci più amati dalla capitale!

Me stai de fronte, lucido e ‘mbiancato, la panna te percorre tutto in mezzo, co ‘n sacco de saliva nella gola, te guardo ‘mbambolato e con amore. Me fai salì er colesterolo a mille, lo dice quell’assillo d’er dottore, ma te dirò, mio caro maritozzo, te mozzico, poi pago er giusto prezzo!

-Ignazio Sifone, “Ode ar amritozzo”

Il Maritozzo un dolce celebrativo di Roma: in bilico tra storia e leggenda

il maritozzo

Un dolce amato ed adorato da tutti, ma celebrato nella capitale, porta con sé leggende sul nome e una storia dalle radici antiche.

Tenero alla vista ottenuto con ingredienti semplici: acqua, farina, lievito, zucchero, latte, uova e burro o olio.

Una pagnottella soffice, spaccata a metà che fa godere il palato di tutti con la farcitura di panna montata o crema.

Varianti? Yes! Pure salate!

Le varianti oltre a quelle più moderne come le vegan o le gluten free, più conosciute sono:

tradizionale con panna, quaresimale con uvetta e pinoli, ricoperto di cioccolato, ma anche farcito con prodotti salati come burrata, pomodoro, pesto e baccalà.

La leggenda

Tante leggende e racconti ruotano attorno al morbido dolce farcito, tanti gli artisti, poeti e studiosi della tradizione romana a lodarlo.

Giggi Zanazzo, Giuseppe Gioacchino Belli, Adone Finardi, hanno provato a cimentarsi nella lode del dilettevole dolce, raccontando che il maritozzo in passato era uno splendido dono da portare alla propria fidanzata.

Il ragazzo lo offriva alla ragazza il primo venerdì di marzo, inoltre gli artisti raccontano che all’interno della farcitura si nascondeva un anello o gioiello d’oro.

Per questa occasione, il giovane futuro marito acquistava l’appellativo canzonatorio di “maritozzo”.

Come racconta Zanazzo in “Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma”, sul dolce si realizzavano vari disegni rappresentativi:

“dù cori intrecciati, o ddù mane che sse strignéveno; oppuramente un core trapassato da una frezza”

Il maritozzo e la vera storia

Le radici lontane del dolce squisito risalgono ai tempi dei Romani, qui esistevano pagnotte addolcite da miele e uvetta, un alimento sostanzioso, ‘bbono e nutriente, pratico da portare e mangiare.

Questo dolce realizzato dalle mogli per i mariti probabilmente è l’antenato del maritozzo, la cui ricetta originaria era con uva passa.

In epoca più moderna era l’unico peccato di gola permesso durante la Quaresima, ove prese il simpatico appellativo di “er Santo Maritozzo”, con forme più minute, colore scuro, uvetta, scorza d’arancia e pinoli.

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