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Martina Scialdone uccisa a Roma dal suo ex

da | Gen 16, 2023 | News

Martina Scialdone, uccisa a Roma dal suo ex, aveva chiesto aiuto a un cameriere: ma il ristorante li ha cacciati

Martina Scialdone, 34 anni, avvocata, è morta tra la braccia del fratello. Il primo femminicidio dell’anno nella Capitale, il secondo in Italia dopo quello del 4 gennaio scorso vicino Genova di Giulia Donato.

Uccisa con un colpo di pistola al petto dal compagno fuori da un ristorante del Tuscolano.

Martina Scialdone, avvocata di 34 anni, specializzata in diritto di famiglia, ma anche in casi di maltrattamenti sulle donne, è morta fra le braccia del fratello accorso in viale Amelia: a chiamarlo era stata proprio la sorella poco prima di cadere a terra, mentre Costantino Bonaiuti, 60 anni, funzionario dell’Enav,l’Ente nazionale per l’assistenza al volo, con il quale aveva una relazione dal 2021, si allontanava per prendere l’auto e rifugiarsi a casa, a Colle Salario.

Martina Scialdone uccisa a Roma dal suo ex chi era la donna?

Libera professionista, componente della commissione locazione dell’ordine degli avvocati. Una vita tra tribunale e studio. Il rapporto simbiotico con il fratello e la madre.

Per la donna era il momento di investire sul proprio capitale professionale. Esperta di diritto di famiglia, libera professionista, componente della commissione locazione dell’ordine degli avvocati. Una vita tra tribunale e studio. Aule, giudici, clienti.

Il tempo per qualche telefonata, più che altro messaggi su whatsapp, e la vita personale di Martina finiva qui. Come, d’altra parte, quella di tanti suoi giovani colleghi. Più lavoro che frivolezze. Poca libertà e molta fatica.

Martina Scialdone uccisa a Roma dal suo ex gli avvenimenti

I due si erano dati appuntamento per cenare al «Brado», un locale molto frequentato della zona: sembra che la giovane fosse decisa a chiudere la relazione, ne aveva già parlato con i familiari e con le amiche. C’è chi ipotizza per la grande differenza di età, ma su questo punto non ci sono conferme ufficiali. Bonaiuti,che a casa della vittima era conosciuto con il soprannome «Costy», è affetto da una grave malattia.

È anche un appassionato di armi da fuoco, già campione regionale nel Lazio di tiro a segno con la pistola.

Un funzionario esperto in meteorologia e sistemi di controllo del traffico aereo, irreprensibile sul lavoro — come lo descrivono i colleghi — ma anche con qualche scatto d’ira.

Forse già sospettava che l’avvocata volesse annunciargli la sua decisione di troncare e per questo si è presentato con una delle sue pistole in tasca. Un femminicidio premeditato chissà da quanto tempo senza che nessuno se ne sia accorto.

Martina Scialdone uccisa a Roma dal suo ex dopo una lite

Secondo le testimonianze raccolte dalla polizia,la tensione fra i due è montata in un crescendo scandito dai toni sempre più accesi del colloquio e dal nervoso viavai della 34enne con la toilette. Martina, associata in uno studio legale in via Panama, ai Parioli,si è anche chiusa in bagno per sfuggire all’aggressività del compagno che continuava a sferrare pugni sulla porta.

 A un certo punto, visto che stavano disturbando i clienti, i due sono stati invitati a lasciare il locale, ma prima di uscire la giovane avrebbe cercato con la scusa di una sigaretta di attirare l’attenzione di un cameriere, che tuttavia non avrebbe colto la sua richiesta di aiuto: Martina sperava forse che qualcuno riuscisse a distrarre il partner il tempo necessario per allontanarsi e rifugiarsi a casa, non lontano dal ristorante.

In strada ha provato a correre via, ma è stata raggiunta.

Il diverbio con «Costy» è proseguito solo qualche istante poi l’ingegnere le ha esploso un colpo a bruciapelo al petto, uccidendola.

 Erano le 23.15. Bonaiuti è fuggito braccato dalla polizia che lo ha arrestato nell’abitazione che condivide con l’ex moglie: si è arreso, consegnando la pistola.

Ne sono state sequestrate altre tre.

martina scialdone costantino bonaiuti tumore | Roma Comunica Portale della comunicazione online di Roma

Martina Scialdone uccisa a Roma dal suo ex I tentativi, caduti nel vuoto, di sfuggire alla violenza

I gestori del ristorante Brado, accusati nelle ultime ore di non avere fatto nulla per tenere al sicuro Scialdone e di avere anzi invitato lei e l’ex compagno a lasciare il locale visti i toni molto accesi del confronto, hanno smentito: non l’hanno allontanata, ma le hanno chiesto se avesse bisogno di aiuto e lei li avrebbe tranquillizzati, uscendo poi di sua volontà dal locale.

Alcune persone hanno riferito agli inquirenti che la giovane professionista avrebbe anche cercato di segnalare la situazione a un cameriere, che non avrebbe però colto la richiesta di aiuto.

Resta il fatto che, salvo emergano versioni differenti nelle prossime ore, nessuno all’interno del ristorante ha comunque, effettivamente, ritenuto opportuno intervenire e dare supporto concreto a Scialdone durante la lite con l’ex compagno.

Con tutta probabilità per una questione di riserbo, forse per pregiudizi radicati legati al non immischiarsi in quello che a prima vista poteva sembrare un “litigio tra innamorati o ex innamorati”, e che era invece tutto tranne che questo.

Era invece prevaricazione e violenza, prima verbale, poi sfociata in quella fisica nel peggiore degli epiloghi.

Martina Scialdone uccisa a Roma dal suo ex chi è Costantino Bonaiuti

Bonaiuti è in custodia della polizia ormai dalla nottata di sabato. Poco dopo avere ucciso Scialdone, avvocata specializzata in diritto di famiglia, è stato individuato dai poliziotti della questura di Roma nel suo appartamento di via Monte Grimano, in zona Colle Salario.

L’ipotesi di reato non è ancora stata formalizzata, ma il fatto che avesse con sé la pistola lascia intuire che dietro l’omicidio della giovane professionista ci fosse della premeditazione.

In possesso di passaporto etiope, ma di padre italiano e madre eritrea, con cinque fratelli, tre dei quali deceduti anni fa in un incidente stradale – era soprattutto un tecnico navigato, un quadro di ultimo livello dell’Enav, che precede la dirigenza, di grande esperienza. Il funzionario lavora nella sede dell’Ente nazionale per l’assistenza al volo in via Salaria, dove però negli ultimi tempi, a causa della grave malattia che lo affligge, come ha raccontato per anni ai suoi colleghi, non si recava con continuità

Martina Scialdone uccisa a Roma dal suo ex il dolore di chi resta

Per tutto il giorno gli amici della 34enne hanno lasciato fiori davanti al ristorante, ieri (e oggi) chiuso per lutto.

Per ora al titolare non viene contestato nulla, ma la Questura valuta provvedimenti di sospensione dell’attività dopo quello che è successo.

Sotto choc gli abitanti del quartiere, tantissimi i messaggi di cordoglio sui social. E per la serata di giovedì fiaccolata dell’Associazione forense Catilina, con il Centro italiano Gestalt, per ricordare Martina.

 

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