Strage di ragazzi a Fonte Nuova
La notte di giovedì scorso a Fonte Nuova, un piccolo comune alle porte di Roma, è stata segnata da un tragico incidente stradale che ha causato la morte di cinque giovani e lasciato un solo superstite.
I carabinieri della compagnia di Monterotondo, coordinati dal procuratore capo di Tivoli, hanno analizzato le immagini della videosorveglianza cittadina per ricostruire l’accaduto.
Dai filmati è emerso che la Fiat Cinquecento guidata (presumibilmente) da Valerio Di Paolo, 21 anni, appassionato di calcio e kick boxing, stava percorrendo la strada a velocità elevata prima di perdere il controllo dell’auto. A bordo della vettura, intestata alla madre di Di Paolo, c’erano i suoi amici di sempre: Alessio Guerrieri e Simone Ramazzotti, cugini 21enni e calciatori del Tor Lupara, come anche Leonardo Chiapparelli (21), con la fidanzata Flavia Troisi e l’amica Giulia Sclavo, entrambe di 17 anni.
La Cinquecento avrebbe percorso 900 metri in otto secondi, prima della rotatoria Ballotti su via Nomentana che porta al luogo dell’incidente. Ciò significa che il veicolo stava viaggiando a oltre 110 chilometri orari invece che a 50, come confermerebbero le perizie disposte dalla procura, che indaga contro ignoti per omicidio stradale.
Ma non solo la velocità eccessiva sarebbe stata un fattore determinante nell’incidente. Secondo gli accertamenti investigativi, probabilmente a bordo non tutti avevano le cinture di sicurezza allacciate: i quattro ragazzi seduti dietro sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo nel ripetuto cappottamento della Cinquecento a causa della rottura del tettuccio. Gli altri due sono stati estratti dai vigili del fuoco.
Strage di ragazzi a Fonte Nuova Leo è sopravvissuto
Il solo superstite, Leonardo Chiapparelli, noto come Leo, è stato ricoverato all’ospedale Sant’Andrea in prognosi riservata.
Ha parlato con la madre e con uno psicologo, ma non ricorda nulla dell’accaduto. I carabinieri lo ritengono un prezioso testimone e presto potrebbero sentirlo per raccogliere maggiori informazioni sull’incidente.
Si attendono gli esiti delle autopsie e degli esami tossicologici, così come di quelli sui telefonini dei ragazzi. La strage di Fonte Nuova, identica a quella del 19 maggio 2007, quando a maggio 2007, quando a poche centinaia di metri morirono altri cinque ragazzi (il 31 gennaio 2011 altri tre poco lontano), si è salvato solo Chiapparelli, ricoverato all’ospedale Sant’Andrea in prognosi riservata. Tutti gli altri sono morti.

Strage di ragazzi a Fonte Nuova eccesso di velocità
Dai video, acquisiti dai militari dell’Arma, è emerso che la Cinquecento avrebbe percorso a rapidissima velocità il tratto che, prima della rotatoria Ballotti su via Nomentana, porta al luogo dell’incidente, dove le telecamere sono alimentate con batterie solari e quindi in funzione solo di giorno.
Viaggiava, secondo i calcoli, a oltre 110 chilometri orari invece che a 50, se le perizie disposte dalla procura – che indaga contro ignoti per omicidio stradale – dovessero confermarlo. Si attendono gli esiti delle autopsie e degli esami tossicologici, così come di quelli sui telefonini dei ragazzi.
Ma chi guidava, secondo gli accertamenti investigativi, andava ben oltre il limite di velocità e probabilmente a bordo non tutti avevano le cinture di sicurezza allacciate: i quattro ragazzi seduti dietro sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo nel ripetuto cappottamento della Cinquecento a causa della rottura del tettuccio.
Gli altri due sono stati estratti dai vigili del fuoco. L’auto era distrutta, senza la ruota anteriore destra che avrebbe colpito il marciapiede di via Nomentana all’uscita di un curvone, preso troppo forte, che ha catapultato via la Cinquecento.
Secondo alcuni residenti, sentiti dai carabinieri, non era la prima volta che nella notte di giovedì quell’auto passava da quelle parti. E sembra sempre oltre il limite di velocità cittadino.
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