Vespa orientalis, allerta nella Capitale
Nelle ultime settimane, si è sentito parlare moltissimo della Vespa orientalis, l’insetto definito da molti sconosciuto, che avrebbe invaso anche la Capitale. Con l’aumentare delle segnalazioni, la Protezione Civile del comune di Roma ha istituito un numero verde 800 854 854. Tale numero è messo a disposizione dei cittadini per le segnalazioni di avvistamenti sia dei singoli insetti che dei loro nidi. Bisogna però precisare che il Comune può intervenire soltanto nelle aree pubbliche, mentre gli edifici e luoghi privati sono sotto la responsabilità dei proprietari.
Vespa orientalis, allerta nella Capitale: come riconoscerlo
Nonostante da tantissimi sia stato definito un insetto sconosciuto, la Vespa orientalis, non è nuova nel nostro Paese. Infatti, è già presente da tempo nel Sud Italia, mentre soltanto di recente si è iniziato ad avvistarla anche nel Centro Italia. La Vespa orientalis, è un insetto molto simile al calabrone europeo, la cui lunghezza varia da 3 a 5 cm, e la differenza principale è nella colorazione rossiccia del corpo, e per l’unica evidente banda gialla nella parte finale dell’addome ed una macchia gialla sulla testa. Rispetto al calabrone europeo, che ricordiamo ha l’addome a strisce gialle e scure alternate, il suo aspetto sembra essere più sottile.
Vespa orientalis, allerta nella Capitale: dove nidificano
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha spiegato, che come il calabrone europeo, la Vespa orientalis, costruisce il nido nelle intercapedini delle finestre, sotto i tetti, nelle fessure e i buchi dei lavori edili, negli edifici disabitati e nei parchi. Inoltre quest’insetto è solita nutrirsi di rifiuti organi, e per questo diversi studiosi credono che lo spostamento di questa specie verso il Centro Italia sia dovuto anche al clima torrido di quest’estate che ha favorito il suo riprodursi.

Secondo l’etologo e zoofilo naturalista, Andrea Lunerti, a settembre con il ritorno dei ragazzi a scuola, potrebbero aumentare i contatti e le segnalazioni, in quanto essendo gli edifici chiusi da giugno, la Vespa orientalis potrebbe aver approfittato per nidificare. Sempre secondo l’esperto quest’insetto è attratto dall’immondizia , e vista l’emergenza rifiuti nella Capitale, sarebbe un altra valida spiegazione allo spostamento di questi imenotteri
Vespa orientalis, allerta nella Capitale: rischi in caso di puntura
Partendo dal fatto che risulta essere un insetto molto aggressivo, la puntura di Vespa Orientalis può essere molto dolorosa per l’uomo. Il veleno di questo imenottero è generalmente più potente rispetto a quello delle comuni vespe, probabilmente per il suo alto contenuto di sostanze che possono scatenare un intenso dolore e questo può portare alla comparsa di reazioni locali locali come arrossamento e gonfiore. La puntura di questo insetto può causare intossicazione al fegato in quanto è epatotossica. Come per le punture di altri insetti, anche quella da Vespa orientalis può essere più pericolosa per i soggetti allergici, per i quali potrebbe svilupparsi uno shock anafilattico. In ogni caso dopo la puntura è consigliato procedere alla rimozione del pungiglione se rimasto conficcato nella pelle e applicare del ghiaccio sulla parte interessata.
Vespa orientalis, allerta nella Capitale: rischiose per le api
La preoccupazione maggiore di questa invasione di Vespe orientalis , riguarda soprattutto gli apicoltori in Italia, in quanto questi insetti sono capaci di annientare interi sciami di api da miele. Anche queste vespe, compiono attacchi massivi alle api per poter alimentare le loro larve che, come quelle di tutte le vespe, sono carnivore. Uccidono le api e prelevano loro la muscolatura alare da cui producono sorta di pappa con la quale alimentano la prole. Inoltre inibiscono le api che non sono in grado più di uscire per procacciarsi il cibo e, quindi, collassano in breve tempo riducendo al massimo la produzione di miele.
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